Il decennio 1970-1980

 LA ROMETTA E IL GRANDE CUCS

 

 

Gli anni ’70 rappresentarono un periodo calcistico per la Roma assolutamente insignificante. Un periodo meglio noto come quello della Rometta. La Roma di quei tempi non aveva aspirazioni, si muoveva in posizioni di classifica medio-basse, era composta da giocatori in erba o da vecchie glorie avviate sul viale del tramonto.

I dissapori tra Marchini e Herrera sfociarono nell’esonero del mago: troppo gravi furono le affermazioni del tecnico argentino, che attribuì a Mussolini i meriti dello scudetto del ’42. Marchini non esitò, incoraggiato anche dallo stipendio particolarmente oneroso percepito da Herrera.

Se il comportamento di Herrera non fu ortodosso, nemmeno l’operato di Marchini però fu degno di lode. Nell’estate del 1970 il presidente-imprenditore cedette alla Juventus i tre gioielli Capello, Landini e Spinosi, scatenando la rabbia della tifoseria, che intravedeva nel trio l’ossatura di una futura squadra vincente. In cambio ricevette soldi, l’anziano mediano Del Sol, Bob Vieri e Zigoni, attaccante rapido ma poco prolifico. Per calmare la piazza e salvare la faccia, Marchini acquistò anche Amarildo dalla Fiorentina. Fu tutto inutile e l’onorevole Marchini dovette cedere la presidenza a Gaetano Anzalone, imprenditore edilizio.

Sotto la presidenza Anzalone la Roma vinse il trofeo Anglo-italiano, ma gli episodi più importanti da ricordare furono l’invasione di campo del 17 dicembre 1972, e lo scudetto consegnato alla Juventus.

L’invasione di campo avvenne in occasione di un Roma-Inter arbitrato da Michelotti. L’arbitro, uno dei migliori fischietti dell’epoca, assegnò un rigore inesistente all’Inter che Boninsegna realizzò, scatenando le ire della folla che si riversò in campo. Alla fine il bilancio degli scontri con le forze dell’ordine fu di 25 feriti.

L’altro episodio è legato alla complicata situazione di classifica che si determinò nel finale di stagione ’72-’73. All’ultima giornata, la Lazio e la Juventus si trovarono a contendere lo scudetto al Milan, avanti solo di un punto. Mentre i  rossoneri, sfiancati dal turno di coppe infrasettimanale, arrancavano, la Lazio pareggiava a Napoli e la Juventus perdeva a Roma: fu allora che -si disse- per evitare uno spareggio tra Milan e Lazio, la Roma tirò i remi in barca e cedette per 2-1, consegnando lo scudetto ai bianconeri.

La rivalità con la Lazio, che si apprestava a vincere il primo scudetto della sua storia l’anno successivo, spinse Anzalone ad investire: al filosofo Scopigno consegnò una rosa che comprendeva fra gli altri Domenghini, ala destra del Cagliari, e Pierino Prati, ovviamente ribattezzato Pierino la peste. Scopigno durò solo sei giornate, poi arrivò il barone Liedholm, che come prima mossa schierò tra i pali Paolo Conti. Nel frattempo però la Lazio vinceva lo scudetto.

Liedholm nella stagione successiva riportò a Roma Picchio De Sisti e guidò la squadra giallorossa ad un insperato terzo posto. Si affacciarono in squadra il talento del terzino Francesco Kawasaki Rocca e quello del centrocampista  Agostino Di Bartolomei. Si trattò di una parentesi per gli anni ’70, ben presto tornarono i tempi bui.

Il 1977 passò alla storia come l’anno della fondazione del CUCS (vedi la sezione storia della curva sud).

Diversi furono gli avvenimenti dal punto di vista calcistico: Ciccio Cordova, che aveva sposato la figlia di Marchini, passò il Tevere ed indossò la maglia della Lazio; Rocca s’infortunò per la prima volta e non riuscì più a guarire; Liedholm abbandonò il timone della squadra in seguito ad alcuni contrasti con la società.

Anzalone scelse al posto del barone Giagnoni ma gli comprò solamente Tancredi: il fatto che il capocannoniere della Roma a fine stagione fu Di Bartolomei la dice lunga sulla necessita di acquistare un centravanti in grado di sostituire il declinante Prati. La scelta ricadde su un emergente Roberto Pruzzo, per l’acquisto del quale venne ceduto in comproprietà un certo Bruno Conti. Il risultato fu un’annata in apnea, con l’incubo della B scacciato solamente a fine stagione. Per Anzalone era tempo di passare la mano: cominciava l’era Viola.

 

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STAGIONE 1970-1971

71

LA ROSA

Portieri: Candido E., De Min G., Ginulfi A.;

Difensori: Bertini G., Bet A., Cappelli F., Liguori L., Petrelli S., Santarini S., Scaratti F., Viganò P.;

Centrocampisti: Amarildo, De Mecenas F., Cordova F., Del Sol L., Franzot W., La Rosa G., Salvori E., Vieri R.;

Attaccanti: Cappellini R., Pellegrini S., Zigoni G.;

Allenatori: Herrera H., Tessari L.

 

Annata a dir poco “effervescente”, fin dall’estate che precedette l’inizio del campionato. Accadde infatti che il presidente Marchini cedette alla Juventus i tre gioielli della squadra, l’attaccante Landini, il terzino Spinosi ed il centrocampista Capello per il grande ed attempato centrocampista Del Sol, il bizzoso Vieri, il discreto attaccante Zigoni e Viganò. E molti soldi. I tifosi insorsero, arrivando a manifestare il proprio disappunto con manifestazioni e bandiere bruciate sotto la sede della società. Anche Herrera -col quale Marchini entrò in contrasto fin dal suo arrivo- esplose alla notizia, avendo avallato la cessione del solo Capello. Marchini preferì monetizzare: la sua reputazione crollò ed a nulla gli valse l’acquisto del brasiliano in forza alla Fiorentina  Amarildo, anch’egli sul finire della propria carriera.

La Roma, a dispetto della campagna acquisti, partì bene ed occupò le prime posizioni: dopo la falsa partenza con la Fiorentina, infatti, la Roma realizzò una striscia di sei risultati utili prima di andare a Torino dove perse per 2-0. Marchini, irritato, non nascose nell’occasione il proprio disappunto e dichiarò circa l’arbitraggio:”L’arbitro Francescon è arrivato a Torino in treno per andarsene via con una FIAT“. Herrera cercò di sfruttare al meglio l’organico a disposizione: Zigoni, Del Sol e soprattutto Cordova (genero del presidente) si impegnarono a fondo, ma la Roma non fu in grado di competere a lungo. Alla 26esima di campionato il contrasto tra Marchini ed Herrera si acuì: l’allenatore fu allontanato, ed al suo posto venne chiamato a condurre la Roma Tessari. La motivazione ufficiale del licenziamento fu una frase -infelice- dell’allenatore, che attribuì la paternità dello scudetto del ’42 a Mussolini. Al termine del campionato la Roma si classificò solamente sesta.

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STAGIONE 1971-1972

721

LA ROSA

Portieri: De Min G., Ginulfi A., Quintini F.;

Difensori: Bertini G., Bet A., Cappellini F., Liguori L., Peccenini F., Petrelli S., Santarini S., Scaratti F.;

Centrocampisti: Amarildo, Cordova F., Del Sol L., Franzot W., Ingrassia C., La Rosa G., Salvori E., Spadoni V., Vieri R.;

Attaccanti: Banella I., Cappellini R., Pellegrini S., Zigoni G.;

Allenatori: Herrera H.

 

Due gli eventi che contraddistinsero l’anno 1971-1972: 1) Gaetano Anzalone, giovane imprenditore edilizio, successe al contestatissimo Marchini alla guida della società; 2) la vittoria del torneo anglo-italiano.

La prima mossa di Anzalone fu quella di riportare sulla panchina giallorossa Herrera. Il mago ripagò la fiducia: Del Sol, Amarildo, Scaratti, Santarini e Cappellini garantirono l’esperienza, Cordova la freschezza e le idee. Buon girone d’andata, con vittoria sull’Inter, girone di ritorno decisamente negativo:chiusura al settimo posto.

Al termnine della stagione la Roma disputò e si aggiudicò il trofeo anglo-italiano. Alla competizione, ideata da Gigi Peronace,  partecipavano squadre inglesi ed italiane escluse dalle competizioni più importanti. La Roma, seguita dai suoi tifosi, sconfisse il 24 giugno 1972 in finale il Blackpool per 3-1 e si aggiudicò il torneo.

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STAGIONE 1972-1973

73

LA ROSA

Portieri: Ginulfi A., Quintini F., Sulfaro M.;

Difensori: Bertini G., Bet A., Liguori L., Morini G., Peccenini F., Ranieri C., Santarini S., Scaratti F. Vichi R.;

Centrocampisti: Cordova F., Di Bartolomei A., Franzot W., Orazi A., Rocca F., Rosati G., Salvori E., Spadoni V.;

Attaccanti: Banella I., Cappellini R., Mujesan L., Pellegrini S.;

Allenatori: Herrera H., Trebiciani A.

 

Pessima annata quella del 1972-1973. Anzalone confermò Herrera dopo l’affermazione nel torneo anglo-italiano e rinforzò la squadra con Mujesan, Morini, Spadoni ed Orazi. Se ne andarono Del Sol, ormai 36enne, Vieri e Petrelli, quest’ultimo alla Lazio nell’indifferenza generale. Ottima partenza della squadra giallorossa, che si presentò al derby della sesta giornata da capolista: la sconfitta di misura fu il primo passo falso di una stagione da buttare. La svolta -negativa- della stagione arrivò il 17 dicembre 1972, quando in occasione di un Roma-Inter l’arbitro Michelotti assegnò un rigore quantomeno dubbio ai nerazzurri al 90′, trasformato da Boninsegna. Il pubblico imbufalito invase il campo di gioco, la partita fu sospesa e l’Inter vinse 2-0 a tavolino. Seguirono sei turni senza vittorie e l’inevitabile licenziamento del mago, cui subentrò Trebiciani, allenatore della primavera. All’ultima giornata, probabilmente per evitare che la Lazio si aggiudicasse il titolo, la Roma in vantaggio al primo tempo sulla Juventus per 1-0 con gol di Spadoni si fece recuperare e sorpassare, di fatto consegnando lo scudetto ai bianconeri.

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STAGIONE 1973-1974

741

LA ROSA

Portieri: Conti P., Ginulfi A., Quintini F.;

Difensori: Batistoni A., Liguori L., Morini G., Peccenini F., Ranieri C., Santarini S.;

Centrocampisti: Conti B., Cordova F., Di Bartolomei A., Domenghini A., Negrisolo P., Rocca F., Selvaggi F.;

Attaccanti: Cappellini R., Orazi A., Prati P., Spadoni V.;

Allenatori: Scopigno M., Liedholm N.

 

Anzalone affidò inizialmente la panchina al filosofo Manlio Scopigno: dopo le prime sei giornate, con la Roma a soli 4 punti, la presidenza cambiò idea. A succedere al dimissionario Scopigno fu il barone Liedholm, ovvero l’allenatore che collezionerà più panchine nella storia della Roma. L’avvio non fu dei più promettenti: doppia sconfitta, con Napoli e Lazio ed ottavo posto finale. Il barone, tuttavia,  aveva cominciato a tessere la sua ragnatela. Nota a margine: alla prima giornata di campionato, Roma-Bologna, Di Bartolomei realizza la prima rete in giallorosso.

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Inoltre, Antonello Venditti compose Roma Roma.

romaromaroma.mp3

 

 

STAGIONE 1974-1975

75

LA ROSA

Portieri: Conti P., Ginulfi A., Quintini F.;

Difensori: Batistoni A., Cavalieri C., Liguori L., Peccenini F., Rocca F., Sandreani M., Santarini S.;

Centrocampisti: Alimenti F., Bacci G., Conti B., Curcio E., Cordova F., Di Bartolomei A., De Sisti G., Morini G., Negrisolo P., Spadoni V.;

Attaccanti: Casaroli W., Orazi A., Penzo D., Prati P.;

Allenatori: Liedholm N.

 

La cura Liedholm cominciò a dare i suoi frutti. Alla seconda stagione sulla panchina della Roma, il barone si classificò terzo mietendo vittime illustri come la Lazio, sia all’andata che al ritorno, e la Juventus, futura campione d’Italia. Tornò alla base De Sisti, ed arrivarono Penzo e Curcio. Conti scalzò Ginulfi dalla porta e Pierino Prati realizzò 14 reti risultando il miglior cannoniere della squadra. Il terzo posto finale rilanciò le ambizioni della Roma dopo diversi anni bui. La primavera capitanata da Di Bartololomei, si aggiudicò scudetto e Coppa Italia.

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STAGIONE 1975-1976

751

LA ROSA

Portieri: Conti P., Meola M., Quintini F.;

Difensori: Batistoni A., Negrisolo P., Peccenini F., Rocca F., Sandreani M., Santarini S.;

Centrocampisti: Bacci G., Cordova F., De Sisti G., Morini G., Persiani M., Spadoni V.;

Attaccanti: Casaroli W., Orazi A., Petrini C., Pellegrini S., Prati P.;

Allenatori: Liedholm N.

 

 

 

Annata grama. Di Bartolomei fu mandato in prestito al Vicenza, dove disputò 33 gare realizzando 4 reti, e Conti al Genoa. Rocca diventò titolare in Nazionale e si aggiudicò il premio Calciatore d’Oro e Petrini, acquistato in estate, realizzò sei reti. La Roma non riuscì a ripetere l’exploit dell’anno precedente e terminò al decimo posto, con sole sei vittorie.

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STAGIONE 1976-1977

752

LA ROSA

Portieri: Conti P., Quintini F.;

Difensori: Chinellato G., Maggiora D., Menichini L., Peccenini F., Rocca F., Sandreani M., Santarini S.;

Centrocampisti: Bacci G., Boni L., Conti B., De Sisti G., Di Bartolomei A., Sabatini W.;

Attaccanti: Musiello G., Pellegrini S., Prati P.;

Allenatori: Liedholm N.

 

Per due promesse come Conti e Di Bartolomei (che divenne capocannoniere stagionale con 8 reti) che tornarono, un  traditore che parte: Ciccio Cordova passò il Tevere ed indossò la casacca biancoceleste, dopo alcuni screzi con il presidente Anzalone. Problemi anche per Liedholm, che a fine stagione lasciò la panchina giallorossa dopo aver conquistato un onesto settimo posto. Infine problemi, fisici, per Rocca che, perseguitato dagli infortuni, saltò praticamente l’intera stagione, preludio ad una carriera tanto promettente quanto sfortunata.

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STAGIONE 1977-1978

78

LA ROSA

Portieri: Conti P., Tancredi F.;

Difensori: Chinellato G., Maggiora D., Menichini L., Peccenini F., Rocca F., Santarini S.;

Centrocampisti: Bacci G., Berdini M., Boni L., Conti B., De Nadal M.,De Sisti G., Di Bartolomei A., Paolanti A., Piacenti G., Sabatini W., Scarnecchia R;

Attaccanti: Casaroli W., Musiello G., Prati P., Sperotto G., Ugolotti G.;

Allenatori: Giagnoni G.

 

Poco da segnalare. A Liedholm succede Giagnoni, Di Bartolomei si confermò capocannoniere della squadra con dieci reti, Prati passò alla Fiorentina. Al termine della stagione la Roma si classificò ottava, non riuscendo nemmeno a qualificarsi per la seconda fase della coppa Italia.

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STAGIONE 1978-1979

781

LA ROSA

Portieri: Conti P., Tancredi F.;

Difensori: Chinellato G., Peccenini F., Rocca F., Santarini S., Spinosi L.;

Centrocampisti: Allievi W., Boni L., Borelli P., De Nadal M.,De Sisti G., Di Bartolomei A., Giovannelli P., Lattuca M., Maggiora D., Scarnecchia R;

Attaccanti: Casaroli W., Pruzzo R., Ugolotti G.;

Allenatori: Giagnoni G., Valcareggi F. con Bravi G.

 

L’ultimo anno della presidenza Anzalone portò a Roma il bomber Roberto Pruzzo, o’ rey de Crocefieschi. Per arrivare a Pruzzo, costato la cifra record di 3 miliardi dell’epoca,  Anzalone prestò Conti al Genoa. La falsa partenza in campionato portò al licenziamento di Giagnoni già a novembre. La coppia Valcareggi-Bravi non fece tuttavia meglio: la Roma riuscì a salvarsi solo alla penultima di campionato (Roma-Atalanta 2-2). A fine stagione Anzalone abbandonò la presidenza: cominciava l’era  di Dino Viola.

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STAGIONE 1979-1980

782

LA ROSA

Portieri: Conti P., Tancredi F.;

Difensori: Armenta M., Bonetti D., Peccenini F., Rocca F., Santarini S., Spinosi L., Turone M;

Centrocampisti: Ancelotti C., Benetti R., Conti B., De Nadal M., Di Bartolomei A., Giovannelli P., Maggiora D., Scarnecchia R;

Attaccanti: Pruzzo R., Ugolotti G.;

Allenatori: Liedholm N.

 

Stagione ricca di avvenimenti, quella che inaugurò l’era Viola e che salutò un decennio amaro, quello della Rometta. Dino Viola, imprenditore-tifoso, riaffidò la panchina al barone Liedholm ed acquistò Ancelotti, Turone e Benetti. Tornò a Roma anche Bruno Conti. Tancredi tolse il posto a Conti alla quinta di campionato, dopo che il portiere titolare si era rivolto polemicamente alla curva che lo fischiava; Pruzzo garantì la doppia cifra nel tabellino marcatori, Conti e Dibba confermarono le aspettative. La stagione 1978-1979 divenne però una stagione drammatica il 28 ottobre 1979, quando un razzo lanciato dalla curva Sud uccise in nord il tifoso biancoceleste Vincenzo Paparelli. Calcisticamente parlando, la stagione verrà ricordata come quella del calcio-scommesse. Lo scandalo del calcio-scommesse coinvolse giocatori, dirigenti e società di serie A e B, tutti impegnati a truccare le partite: le camionette della polizia e della Guardia di Finanza che entrarono negli stadi per eseguire gli ordini di cattura divennero un simbolo del nostro calcio. Rimasero invischiate in questa triste storia calciatori importanti come Cacciatori, Giordano, Manfredonia, Albertosi, Rossi, Damiani, Morini e società come Milan, Lazio e Bologna.

La Roma a fine stagione raccolse solo un settimo posto, ma riuscì ad aggiudicarsi la sua terza Coppa Italia battendo in finale ai rigori il Torino, con Tancredi che comincerà a guadagnarsi con merito la sua fama di pararigori: il portiere giallorosso ipnotizzò Pecci e Zaccarelli, dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi a reti bianche, permettendo alla Roma di aggiudicarsi il trofeo.

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